testi critici

La materia ha un sogno

La materia ha un sogno. Dalle mute profondita' in cui la forza oscura dei millenni centellina il tempo, la materia sogna di farsi luce e splendore, e il suo sogno e' l 'oro. Lo sapevano bene gli alchimisti: come pastori dell 'Essere provavano a istruire la chimica inconsapevole degli elementi a un progetto sovrano. Eliminare scoria e ritardo, raffinare dall 'indifferente opacita' dei giorni l 'elemento nobile e filosofale. Lo sapevano i saggi antichi, che in una mitica eta' dell 'oro collocarono la grazia ineffabile di una perfezione originaria, appena sbozzata dalle dita degli dei e per sempre nostalgicamente rimpianta come un porto sicuro, nelle bufere della storia di poi. Lo sa l 'artista, che restituisce allo sguardo di tutti noi la forma di un mondo fresco e sorgivo, un mondo quale mai esistette nel passato evolutivo della specie ma esistera', finalmente, nello stupore aurorale dell 'Opera.

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R.E.M.I.D.A. assume l 'onere di un simbolismo ancestrale, per ridare alla prosa dei giorni il suo sogno antico: la qualita' che infrange il dominio della quantita', la nobilta' che accusa l 'omologazione, la gratuita' del bello che smentisce la riduzione dell 'essere a merce. R.E.M.I.D.A. torna ad ascoltare l 'appello accorato della terra, che implora di essere liberata dall 'esilio della tecnica e restituita alla interrotta avventura filosofale. E, di nuovo, il sacro e il profano tornano a parlare una sola lingua. L 'altezza non piu' inarrivabile, torna ad offrirsi al tatto come un tempo, quando l 'effigie del dio si lasciava decifrare nella dolcezza del seno o nel profilo appena intravisto del viandante, nella sagoma lunare emersa dall 'ombra, altera e benedicente. E seguendo la parabola della luce che si fa carne e storia, siamo strappati all 'insensato del sempre e del mai, e si torna ad avere direzione e sentiero, in salita.

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Valter Binaghi

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Materia Mobile

Foglia d 'oro: materia nobile? O non piuttosto, mobile? Mobile materia, trait d 'union, tra forme differenti, difformi. forme discordanti, diverse le une dalle altre, anomale. R.E.M.I.D.A....Quote differenti per una medesima societa'; non "gruppo" : societa' , ossia insieme di diversita', ma con dei tratti in comune.
Della generazione dei '50, i "soci" della R.E.M.I.D.A., rigorosamente di fede monarchica, non sono riconducibili alle ideologie trasformiste o riformiste di epigone utopie avanguardiste, praticate (ipocritamente) da molti loro coetanei. Questi "doratori" non hanno indorato un bel nulla con la loro aurifera fiction, piuttosto essi hanno mobilitato l'oro per rendere difformi delle forme in un mondo oramai uniformato dai principi della conformita' (la cosidetta "omologazione"...)

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Difformatori del mondo? Non lo so...Certamente, dovendo coniare un 'etichetta ( si usa cosi' dalle parti delle "arti"...), li si dovrebbe definire ( brutalmente ) dei Difformisti. Difformi rispetto alla pittura, difformi rispetto all 'assemblaggio: perche' non ci sono barriere da superare (se non quelle innalzate dallo storicismo) ma dei confini da attraversare: ma da attraversare senza fare confusione tra cio' che i confini delimitano. Per esempio: "inscatolare" un muro con squame o scaglie dorate ed ombre e riflessi colorati, non e' un modo di impressionare una parete? Non e' un fare dove molte cose ( le qualita' linguistiche, estetiche e ontologiche ) si mescolano senza pero' confondersi? Sacrificate sull 'altare dell 'extrartisticita', le "sacre specie" artistiche sono state raccolte dai "C.C." nell 'aureo tabernacolo al suo centro per essere sempre riconoscibili e transubstanziate.
Piu' che la "brutalita' del fatto" , una brutalita' dell effetto...

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Maurizio Medaglia

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"de modo amalgamandi" di Valerio Dehò

...I R.E.M.I.D.A. , gruppo ormai storico e storicizzato nato negli anni ottanta , mostrano l'alchimia dell'arte trasformando tutto in oro. La loro operatività, non solo sempre stilisticamente coerente, realizza anche il distacco tra la percezione delle cose e il loro valore simbolico. Con eleganza e ironia ricoprono di oro piatti, cibi e alimenti di portata, in un pasto ricco e insostenibile, indigeribile quanto visivamente appagante.
Valerio Dehò

Super Nova Gallery Pavia ottobre 2015

  • Palazzo Bottigella SupeNova Gallery

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by ReMida & Aquifante mappa sito